"Il vero viaggio di scoperta non è vedere nuovi mondi ma cambiare occhi"

M. Proust

 

Quando si parla di disagio psicologico, siamo abituati, o rassegnati, a pensare che un problema complesso richieda una soluzione complessa (nell’immaginario collettivo, un lungo e tortuoso viaggio nel proprio passato, alla ricerca delle cause e della soluzione dei conflitti). La Terapia Breve Strategica ha rivoluzionato questo assunto di base, dimostrando che i problemi e le sofferenze umane non necessariamente richiedono soluzioni complicate e prolungate nel tempo.

 

 L’APPROCCIO BREVE STRATEGICO


La Terapia Breve Strategica è un intervento terapeutico breve e focale orientato all’estinzione dei disturbi presentati dal paziente.  Distante dai precedenti e tradizionali approcci, il modello strategico si distingue per alcuni punti fondamentali:

  • E’ pragmatico: nasce e si evolve da una rigorosa metodologia di ricerca empirico-sperimentale, non da una teoria "a priori" circa la natura umana e rispettive disfunzioni.

  • E’ breve e focale: si articola in un numero limitato di sedute (in media 10-15) e si concentra sul raggiungimento di un obiettivo di cambiamento concreto e concordato congiuntamente;

  • E’ un intervento radicale in quanto, oltre alla soluzione del sintomo, mira a modificare la rappresentazione che il paziente ha del proprio problema, quindi non può essere considerata una terapia sintomatica o superficiale.

  • E’ altamente specializzato: dispone di specifici protocolli di intervento per specifici disturbi;

  • E’ un intervento adatto a risolvere disturbi psicologici altamente impedenti ma anche semplici difficoltà della vita quotidiana.

  • E’ efficace ed efficiente: il cambiamento ha esito positivo nell’87% dei casi, si produce in tempi brevi e con scarsissimi casi di recidiva;

  

 CENNI STORICI


Nell’approccio Breve Strategico alla Psicoterapia convergono: la teoria della comunicazione di Gregory Bateson, gli sviluppi costruttivisti dell’epistemologia cibernetica di Heinz von Foerster ed Ernst von Glasersfeld, gli studi di Milton Erickson sulla suggestione ipnotica. Si deve poi a Paul Watzlawick e ai ricercatori dell’MRI (Mental Research Institute) di Palo Alto (CA) l’opera di approfondimento e sistematizzazione dei principi teorico-applicativi della comunicazione nei suoi aspetti pragmatici e terapeutici. In Italia spetta a Giorgio Nardone il merito di aver importato e adattato al contesto il modello breve strategico.

 

 COME FUNZIONA


A differenza dei tradizionali approcci psicoterapeutici il terapeuta strategico non adotta nessuna teoria a “priori” circa la natura umana o la normalità/patologia di un comportamento, piuttosto si concentra sulla sua funzionalità o disfunzionalità seguendo un filo operativo decisamente pragmatico. Da un punto di vista strategico, i problemi psicologici sono il risultato di ridondanti tentate soluzioni disfunzionali. In altre parole, il problema nasce e si alimenta a causa dei tentativi (fallimentari) messi in atto per risolverlo. L’obiettivo dell’intervento sarà l’interruzione del circolo vizioso che si è instaurato tra problema e tentativo di soluzione. Pertanto, per risolvere un problema o disagio non è necessario svelarne le cause originarie (aspetto sui cui, peraltro, non si avrebbe più alcuna possibilità di intervento) ma lavorare su come questo si è strutturato e si alimenta nel presente. Scopo ultimo dell’intervento terapeutico diviene così lo spostamento del punto di osservazione del soggetto dalla sua posizione originaria rigida e disfunzionale (che si esprimeva nelle tentate soluzioni) ad una prospettiva più elastica e funzionale, con maggiori possibilità di scelta.
In sintesi, l’approccio breve strategico:

  • lavora sul presente piuttosto che sul passato;
  • si concentra sul “come” funziona un problema piuttosto che sul “perché” questo esista (si passa quindi da un sapere ad un saper fare);
  • è orientato a cercare soluzioni.

 

 A CHI SI RIVOLGE 


La Terapia Breve Strategica è indicata in tutte quelle situazioni in cui la persona sente di non riuscire a "farcela da sola". E’ infatti auspicabile e a spesso possibile riuscire da soli a risolvere un problema ma a volte i tentativi di soluzione, invece di aiutarci, ci portano a peggiorare ancora di più. In tali situazioni diviene necessario l’aiuto di un professionista in grado di interrompere il circolo vizioso che si è venuto a costituire. La terapia breve strategica si è rivelata efficace ed efficiente nella cura dei seguenti disturbi:

Disturbi d’ansia (nel 95% dei casi)

  • disturbo da attacchi di panico con e senza agorafobia
  • disturbo d’ansia generalizzato
  • fobia sociale
  • disturbo post-traumatico da stress
  • fobie specifiche

(nel 89% dei casi)

  • ossessioni
  • compulsioni
  • disturbi somatoformi (ipocondria, dismorfofobia, ecc..)

Disordini alimentari (nel 83% dei casi)

  • Anoressia
  • Bulimia
  • Vomiting
  • Binge Eating

Disturbi sessuali (nel 91% dei casi)

  • difficoltà di erezione
  • eiaculazione precoce
  • vaginismo e dispaurenia
  • disturbi del desiderio

Depressione (nel 82% dei casi)

  • nelle sue varie forme

Problemi relazionali nei diversi contesti (coppia, famiglia, lavoro, sociale)

Problemi dell’infanzia e dell’adolescenza (nel 82% dei casi)

  • disturbo da deficit dell’attenzione con iperattività
  • disturbo oppositivo-provocatorio
  • mutismo selettivo
  • disturbo da evitamento
  • ansia da prestazione
  • fobia scolare
  • disturbo da isolamento

Disturbi legati all’abuso di Internet (nel 80% dei casi)

  • la information overloading addiction: quando le informazioni non bastano mai
  • lo shopping compulsivo in Rete
  • on-line gambling: le scommesse in rete
  • il trading on-line compulsivo
  • la chat  dipendenza
  • la dipendenza da cybersesso.